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Lo Stato e l'istruzione pubblica nell'Impero Romano

Note 619 — CAPITOLO VI. Le innovazioni scolastiche di Giuliano l’Apostata. (361-363)

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È stato da più di un moderno ricordato che, anche ai nostri giorni, degli ecclesiastici hanno chiesto il bando degli autori classici dalle scuole (Boissier, o. c. I, 353). Ma essi non hanno rilevata la singolare, ma non istrana, coincidenza, per cui le scuole cattoliche, che sono tutte confessionali, e il cui grande pregio è di inculcare una fede, e di farne il fuoco centrale ispiratore dell’educazione e dell’insegnamento, ripetono, con le opportune, o necessarie, mutazioni di mezzi e di fini, la loro natura dal criterio fondamentale dell’editto di Giuliano.

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