Note 37 — LORD BYRON: (continued 3)
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"Partendo io da Venezia egli promise di venir a vedermi a Ravenna. La Tomba di Dante, il classico bosco di pini, gli avvanzi di antichità che a Ravenna si trovano davano a me ragioni plausibili per invitarlo a venire, ed a lui per accettare l'invito. Egli venne difatti nel mese Guigno, e giunse a Ravenna nel giorno della Solennità del Corpus Domini, mentre io attaccata da una malattia de consunzione ch' ebbe principio dalla mia partenza da Venezia ero vicina a morire. L'arrivo in Ravenna d'un forestiero distinto, in un paese così lontano dalle strade che ordinariamente tengono i viaggiatori era un avvenimento del quale molto si parlava, indagandosene i motivi, che involontariamente poi egli feci conoscere. Perchè avendo egli domandato di me per venire a vedermi ed essendogli risposto 'che non potrebbe vedermi più perchè ero vicina a morire'—egli rispose che in quel caso voleva morire egli pure; la qual cosa essendosi poi ripetata si conobbe cosi l'oggetto del suo viaggio.
"Il Conte Guiccioli visitò Lord Byron, essendolo conosciuto in Venezia, e nella speranza che la di lui compagnia potesse distrarmi ed essermi di qualche giovamento nello stato in cui mi trovavo egli lo invitò di venire a visitarmi. Il giorno appresso egli venne. Non si potrebbero descrivere le cure, i pensieri delicati, quanto egli fece per me. Per molto tempo egli non ebbe per le mani che dei Libri di Medicina; e poco confidandosi nel miei medici ottenne dal Conte Guiccioli il permesso di far venire un valente medico di lui amico nel quale egli aveva molta confidenza. Le cure del Professore Aglietti (cosi si chiama questo distinto Italiano) la tranquillità, anzi la felicità inesprimibile che mi cagionava la presenza di Lord Byron migliorarono così rapidamente la mia salute che entro lo spazio di due mesi potei seguire mio marito in un giro che egli doveva fare per le sue terre."—MS.