Note 1081 — LETTRE A M. C*** SUR L’UNITÉ DE TEMPS ET DE LIEU DANS LA TRAGÉDIE. (continued 3)
Reading edition
Qui il Bonghi rimandava all’uscita di Renzo, già brillo, nel cap. XIV dei Promessi Sposi: «To’, è un poeta costui. Ce n’è anche qui de’ poeti: già ne nasce per tutto. N’ho una vena anch’io, e qualche volta ne dico delle curiose....»; e all’umoristico commento che vi ricama sù il romanziere: «Per capire questa baggianata del povero Renzo, bisogna sapere che presso il volgo di Milano, e del contado ancora più poeta non significa già, come per tutti i galantuomini, un sacro ingegno, un abitator di Pindo, un allievo delle Muse; vuol dire un cervello bizzarro e un po’ balzano, che, ne’ discorsi e ne’ fatti, abbia più dell’arguto e del singolare che del ragionevole. Tanto quel guastamestieri del volgo è ardito a manomettere le parole, e a far dir loro le cose più lontane dal loro legittimo significato! Perchè, vi domando io, cosa ci ha che fare poeta con cervello balzano?».—Sennonchè i due luoghi hanno un’ispirazione diversa, e quasi opposta; e meglio forse si potrebbe confrontare questo col passo della Colonna Infame, dove si biasima il Frammento del Parini.—Sch.