Note 49 — IL DECENNIO DELL’OPEROSITÀ POETICA DI ALESSANDRO MANZONI
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Il quale, del resto, dopo Waterloo, finì coll’ammirare il superbo disdegno con cui il conquistatore andò incontro all’avversa fortuna. Nel canto III del Childe Harold’s Pilgrimage (st. 39), che è del 1816, esce a dire: «Eppure la tua anima ha sopportato i rovesci con quella innata filosofia che non s’impara, e che, frutto di saggezza, di freddezza o di profondo orgoglio, è fiele e assenzio pel nemico. Quando tutta una massa d’odio ti si assiepava intorno, per spiare e beffare la tua fiacchezza, tu hai sorriso con un occhio calmo e rassegnato; quando la Fortuna fuggì via dal suo favorito e viziato pupillo, ei rimase ritto ed in piedi sotto le disgrazie accumulate sul suo capo».