Note 39 — IL DECENNIO DELL’OPEROSITÀ POETICA DI ALESSANDRO MANZONI
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«Tutto è finito! Ed ieri ancora eri re! e armato per combattere coi re. Oggi sei una cosa senza nome; così abbietta eppure vivente! È questo l’uomo dai mille troni, che seminava la terra di ossa nemiche; e può sopravvivere così? Dopo colui che venne chiamato a torto la Stella Mattutina, nè uomo nè demonio era mai caduto tanto in basso». —Circa le censure all’Ei fu, cfr. D’Ovidio, Discussioni manzoniane, pag. 200. Che quell’esordio riecheggi il ’Tis done byroniano, nessuno pare l’abbia notato.