Note 6 — Prefazione
Reading edition
Anche i più arditi, per non dire audaci, nel dar di frego a tutte le convenzioni storiografiche del passato, non hanno saputo liberarsi dai più gravi pregiudizi, quando si trattava di rimutare sostanzialmente i nostri concetti su codesta storia medesima. Così, per es., il Pais, nella prefazione a due sue grossi e ribelli volumi intorno alla storia di Roma, (St. di Roma — Torino, 1898-99), ha una pagina della più ingenua retorica sulle pubbliche e private virtù romane, per cui egli ritiene che «alla nazione», alla quale «in tempi meno lontani è stata così a lungo mossa accusa di aver formulata la teoria del macchiavelismo», «può tornar di conforto l’esempio degli antichi romani, che lottando contro Pirro, Annibale e Filippo, tanto nella diplomazia, quanto sul campo di battaglia, combatterono a viso aperto» (XV-XVI), della quale asserzione, se altro non fosse, il presente scritto sarà — involontariamente e implicitamente — la più categorica smentita.
Un libro, per contro, scevro di qualsiasi pregiudizio ho riscontrato nello splendido e recentissimo saggio del Masè Dari — M. T. Cicerone e le sue idee sociali ed economiche. Bocca. Torino, 1901.