Note 295 — CAPITOLO V. Roma e l’Egitto dal 152 al 116.
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La vera data di questa missione è rimasta in certo modo oscura, come maggiormente ne sono i motivi. Cicerone [Somnium Scipionis, 3, (11) (in De Republica, VI), curato dal Pasdera. Torino. 1890], c’informa che l’ambasceria di Scipione in Egitto, Siria, Asia e Grecia, fu posteriore alla sua censura (a. 142), e che l’anno stesso, in cui egli, ancora in missione all’estero, veniva nominato console per la seconda volta (a. 135). Ma negli Academica priora (II, 25), Cicerone torna ad accennare ad un’antonomastica ambasceria di Scipione, che questi ebbe a compiere prima della sua censura e che gli storici, per il fatto di non conoscere altre sue ambascerie, hanno identificato con la precedente. Come se ciò non bastasse, Cicerone medesimo nel De Rep. [3, 35, 40, (Cfr. Cic. Opera. Pe. IV, 2 ed. Klotz. Lipsiae. 1874)], le cui scene s’immaginano avvenute nel 129 (Cfr. Teuffel — Geschichte der Röm. Litteratur, I, 341, ed. Schwabe. 1890), fa menzione di un viaggio recentissimo di Scipione, compiuto insieme con Spurio Memmio, il quale da Giustino (XXXVIII, 8) ci risulta come uno dei membri dell’ambasceria recatasi in Egitto; e, quasi ad accrescere l’incertezza, Val. Massimo (IV, 3, 13) riferisce l’avvenimento come posteriore al secondo consolato (134) e al secondo trionfo di Scipione, cioè al 133 (Cfr. Lange — Römische Alterthümer, II, 331, e Mommsen — Op. cit. II, 19). D’altro canto Plutarco (Apophthegmata, p. 200, in Op. mor. V. 2. Parisiis. Didot. 1841) ci dà notizia di parecchie missioni diplomatiche di Scipione, di cui egli colloca questa in Egitto, che sarebbe la terza, come posteriore alla gestione della censura, il che noi, connettendo con la citazione del Somnium Scipionis, l’unico passo, in cui, da fonte contemporanea, ci si ricordi una vera e propria ambasceria in Egitto, ricaviamo nuovamente la data del 135, l’unica che ci sembra attendibile.
Valerio Massimo, al solito, preoccupato dei suoi intenti apologetici non ha dovuto badare alla cronologia. Cicerone negli Academica avrà errato per trascuraggine o accennato a qualche altra ambasceria, così come l’altro passo del De Rep. (3, 35), che è del resto dubbio se faccia al caso nostro, deve intendersi riferito a una data, non già immediatamente, ma solo da recente trascorsa. Sulla questione della cronologia e delle ambascerie di Scipione Cfr. Bendinelli — P. Cornelii Scipionis Aemiliani Africani minoris Vita, p. 71-2. Florentiis. 1549; Id. — Locorum historicum adnotatio: loc. XV, XVI, XVII [in Gruterus — Thesaurus criticus. II, 352-3. Francoforte. 1604]; Simson — Chronicon catholicum, a. m. 3875. 1651. Mai — Cicerone, De rep. quae supersunt, p. 266, 1 e p. 317, n. a. Romae. 1822; Gerlach — Historische Studien, I, Der Tod des P. C. Scipio Aemilianus, p. 220. 1841. Lange — Op. cit. II, 329. Pasdera. Il sogno di Scipione, App. I, p. 30. Bandelin — Op. cit. 31-3.