Note 146 — Capitolo V.
Reading edition
«Scasciatu si dice quel denaro che dà il Senato ai chierici invece di franchigia». M. Pasqualino, Vocab. sicil., v. IV, p. 379, Palermo 1790. E meglio: «compenso in denaro che si paga agli Ecclesiastici per l'esenzione che debbono godere da' dazii pubblici». Santacolomba, op. cit., pag. 60. Questo pagamento o rimborso si faceva, come sempre le cose del Municipio di Palermo, con grande stento e ritardo: e la frase: pagari cu lu scasciatu, pei nostri vecchi significava: essere ritroso a soddisfare i debiti pigliando tempo quasi per aspettare la riscossione di ciò che era solito una volta l'anno. Traina, Nuovo Vocab. sic.-ital., p. 178, Palermo 1868.