Note 75 — VIE DE ROSSINI (continued 2)
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Il celere obbedir.
M. Manzoni, dans son Ode sur la mort de Napoléon. Ce sont les seuls vers, à ma connaissance, dignes du sujet.
Ei fû; siccome immobile, Dato il mortal sospiro, Stette la spoglia immemore Orba di un tanto spiro, Cosi percossa e attonita La Terra al nunzio sta. Muta pensando all'ultima Ora dell'uom fatale, Ne sa quando una simile Orma di piè mortale La sua cruenta polvere A calpestar verrà. Dall'Alpi alle Piramidi, Dal Manzanarrè al Reno, Di quel securo in fulmine, Tenea dietro al baleno, Scoppiô da Scilla al Tanai, Dall'uno all'altro mar. Fù vera gloria? ai posteri L'ardus sentenza; noi Chiniam la fronte al Massimo Fattor che volle in Lui Del Creator suo spirito Più vasta orma stampar. .................... Ei sparve, e i di nell'ozio Chiuse in si breve sponda, Segno d'immensa invidia, E di pietà profonda, D'inestinguibil odio, Et d'indomato amor. ...................... Oh! quante volte al tacito Morir di un giorno inerte, Chinati i rai fulminei, Le braccia al sen conserte, Stette, e dei di che furono L'assalse li sovvenir! Ei ripenso le mobili Tende, i percossi valli, E il lampo de i manipoli, E l'onda de cavalli, E il concitato imperio, ...................... ......................