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La sposa di Mènecle

Note 55 — PROLOGO

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«Dimmi un po' quali lusinghe non può un giudice ascoltare?... Chi piange la sua miseria; chi ci narra favole e qualche storiella da ridere di quelle di Esopo; chi fa il buffone affinchè io rida e deponga, nel giudicare, lo sdegno». Aristof., Vespe, v. 564. Cfr. v. 1259.

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