Note 32 — PROLOGO
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L'ipocrisia di questi esordî era in voga tra gli oratori, allora come oggi: tanto più frequente e necessaria in città dove l'accusa publica, fatta diritto di ciascun cittadino, allettava gl'ignobili sicofanti a servirsene a lucri e a vendette personali. «Non per desio di litigi, in nome degli dei, introdussi o giudici questa causa contro Beoto». Demost., C. Beot. «Nessuno di voi, Ateniesi, si avvisi che per privata inimicizia io venga qua accusator di Aristocrate». Demost., C. Aristocr. «Non per ruggine nè voglia di litigar con Leocrate ho dato questa accusa contro lui, ma perchè reputavo vergogna lasciar libero nella piazza un tanto vitupero della patria». Licurgo, C. Leocr. Cfr. Lisia, C. Filone, ecc.