Note 3 — PROLOGO
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Distinguevansi, come sopra fu detto, ciascuno da un proprio colore, i tribunali ove recavasi volta per volta l'una o l'altra delle 10 sezioni o lettere a giudicare (Scol. in Aristof., Vespe; Polluce, VIII). E pare il lor numero fosse anche più dei 10 (senza contar l'Areopago e i 4 altri degli Efeti); la maggior parte situati intorno a l'Agora o Foro. Due di essi dal colore prendevano anche il nome, come appunto il Verde (Βατραχιοῦν) e il Rosso (Φοινικιοῦν), nominati in Pausania, I, 28. Oltre questi, ricordansi il Trigono o Triangolare, il Metioco o Callio, il Nuovo, il Maggiore, il Medio e il Liceo, presso al tempio di Lico. Anche l'Odeone serviva a giudizi popolari (Aristof., Vespe). Ma il più noto di questi tribunali era l'Eliea, che era un luogo spazioso a cielo aperto, come indica il nome: probabilmente lo si sceglieva a preferenza quand'era il caso di raccogliere più sezioni insieme per i giudizi più gravi; ond'è che il nome di eliasti, particolare ai giudici che andavano a sedervi, passò nell'uso come sinonimo di dicasti, ad indicare complessivamente tutti i giudici cittadini, anche degli altri dicasteri.
Il Batrachio qui nominato fu da taluno per errore confuso col Parabisto, ch'era un altro tribunale ove sedevano gli Undici, magistrato esecutore delle sentenze di morte, e sovrastante al giudizio dei furti.