Note 22 — AI LETTORI
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È curiosa una conversazione che il veneto secretario d'ambasciata ebbe a Costantinopoli con alcuni pascià. Aveva egli annunziato al sultano la lega conclusa ai danni di Carlo VIII, e «quattro bassà de' primi», a' quali la lega «pareva molto di novo, gli dissero: Come va queste cosse? El signor Ludovico ha fatto venir el re de Franza in Italia, et a hora ha fatto liga? La Signoria, si la voleva, nel principio poteva ostar a la venuta, et l'ha lassato venir et prosperar; et a hora è stata causa di sta (questa) liga. El Papa prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi dette el passo al Re de Franza; et pur è dentro (nella lega). El Re de Spagna li ha promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso Re de Franza. Et l'Imperator era pur so amigo etc. A le qual parole saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa liga per conservatione di Stadi loro, et senza nuocer a niuno. Ma loro concludeva, le cosse de Italia hora era piova, hora era sol etc.» (pag. 374). Come si vede, c'era più buon senso a Costantinopoli che in Italia.