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La rivoluzione di Milano dell'Aprile 1814

Note 19 — Front matter

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Non si ha alcuna biografia dell'Armaroli, del quale ho potuto raccogliere che nacque in Macerata il 4 gennaio 1766 di famiglia patrizia, fece buoni studi di lettere in patria e fu laureato in giurisprudenza: entrato nella magistratura pontificia, era presidente del tribunale di Macerata allorché poco dopo l'unione delle Marche al Regno italico, fu con decreto del 5 luglio 1808 nominato presidente della Corte di giustizia in Fermo. Chiamato a far parte del Collegio elettorale dei dotti, fu designato come candidato al Senato, e nominato senatore il 19 febbraio 1809. Si trasferí quindi a Milano, donde solamente nel 1815 tornò, con una modesta pensione, in patria, dove si diede con fortuna all'esercizio dell'avvocatura e divenne presto il principe del foro marchigiano. Viveva ritirato nella solitudine della sua villa in Appignano, allorché scoppiata la rivoluzione del 1831 l'Armaroli fu chiamato a far parte del governo provvisorio delle Provincie unite come ministro della giustizia; ma la rapida fine di quel moto non gli diede tempo di recarsi a Bologna ad assumere il ministero, nel quale fu supplito da Antonio Silvani. Il 9 giugno 1843 l'Armaroli morí nella sua villa di Appignano che egli aveva battezzata col nome di Tusculano, lasciando alla famiglia Tambroni i suoi averi e i suoi libri.

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