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La peste di Milano del 1630

Note 116 — LIBRO SECONDO GLI UNTORI.

Francesco Cusani translation

Il Consiglio Generale dei 60 Decurioni, dopo avere con solennissima pompa visitata la cappella della Madonna del Rosario in questa chiesa, il 27 maggio 1631, decretò, in rendimento di grazie, una lampada d’argento del valore di 500 a 600 scudi con tanto reddito annuale che bastasse a comperare l’olio per tenerla continuamente accesa. Nel 1796 la lampada fu rubata mediante un foro praticato nel muro della cappella; nel 1816 la fabbriceria delle Grazie fece istanza alla città, e fu messa in corso l’antica prestazione di quattro zecchini all’anno per la spesa dell’olio.

Di ciò esiste memoria sopra l’ingresso, munito di cancelli di ferro, che mette all’antica cappella della Madonna. Trovasi nella mezzaluna un dipinto a fresco, del quale non indicano l’autore nè il Torri, nè Lattuada, nè lo stesso elenco delle pitture esistente in detta chiesa, ma che io crederei di scuola del Cerano. Rappresenta la Vergine che apparisce in mezzo a due angeli, uno dei quali sostiene la lampada dell’olio miracoloso entro cui un Domenicano intinge una penna per toccare gli appestati che in diversi gruppi sono disposti nel fondo. Sotto leggesi la seguente iscrizione, che traduco al solito dal latino:

A D. O. M. LA CITTÀ DI MILANO INFURIANTE IN ESSA CRUDELMENTE LA PESTE NEGLI ANNI MDCXXX E MDCXXXI SPERIMENTATO L’OLIO SALUTIFERO DELLA LAMPADA DI MARIA DELLE GRAZIE ALLA MEDESIMA CON LAMPADA ARGENTEA PERCHÈ ARDA IN PERPETUO DINANZI LA SACRA EFFIGIE SUA IL VOTO DELLA RICONOSCENZA ESULTANTE SCIOLSE L’ANNO DI RICONCILIAZIONE MDCXXXII.

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