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La peste di Milano del 1630

Note 94 — LIBRO SECONDO GLI UNTORI.

Francesco Cusani translation

In questo pomposo elogio del Tadino, come astrologo, e nella protesta che fa il Ripamonti della propria ignoranza e timidezza nella medesima scienza, non ti sembra, o lettore, di travedere una pungentissima ironia? Era il nostro Storico, per acume d’ingegno e libertà d’opinioni, molto innanzi de’ contemporanei, e in tutte le opere di lui scorgesi come disprezzasse buona parte dei pregiudizi comuni a que’ giorni; ma la credenza delle unzioni era così generale, che il negarla sarebbe stato, lo ripeto, pericoloso. Nè Ripamonti, sfuggito una volta all’Inquisizione, era uomo da incapparvi la seconda, ciocchè non sarebbe stato difficile, stantechè l’Inquisitore generale, come vedremo avanti, le autenticò, per così dire, coll’autorità delle sue parole.

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