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La novellaja fiorentina

Note ii — VI.

Reading edition

Còfen, è spiegato del Cherubini:—«Specie particolare di cassa da morti, fatta come a culla;»—e risponde precisamente al coffin inglese. Il Settembrini, traducendo con ingenua eleganza il Lucio del Samosatense, adopera in questo senso il vocabolo atauto:—«Io mi rancurava che doveva essere scannato e neppure morto giacere in pace, ma chiudere dentro di me la povera giovane ed essere l'atauto di quella innocente;»—ed annota:—«Atauto è voce spagnuola, ataùd. Il Giambullari l'usa nel IV Libro della sua Storia, dove dice che il conte Fernando di Castiglia, uccise di sua mano il conte di Tolosa: Il che fatto, comandò che e' fusse rivestito onoratamente di drappi moreschi, e riposto in atauto sontuosissimo. I Napolitani hanno tauto, che non è nè bara, nè feretro, nè cataletto, ma cassa mortuaria. Io sarei tentato a dir piuttosto tauto, parola già modificata italianamente da un popolo italiano, che atauto, usata una sola volta dal Giambullari, il quale la copiò da qualche storico spagnuolo.»—Questo termine spagnuolo ataùd, è tanto bello, che sebbene i francesi ne abbiano uno perfettamente corrispondente in cercueil, il Branthôme cercò di gallicizzarlo e parlando di Bartolomeo d'Alviano, dice: Quel convoy et quelle pompe funèbre! Celle de messire Bertrand de Glesquin fust bien plus belle et plus honnorable, lequel estant mort devant le Chasteau—Randon et ceux de dedans s'estant rendus, fust ordonné et advisé par ceux de l'armée qui commandarent amprès luy, qu'on porteroit sur son tahu, où estoit le corps, les clefs, en signe d'obediance et humilité.

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