Note 1 — L.
Reading edition
Tolgo questa novella da un zibaldone manoscritto di aneddoti e facezie popolari, raccolti in Castrocaro dal Dottor Ludovico Paganelli, che lo ha gentilmente messo a mia disposizione. Il presente racconto è uno de' pochi compresi nel zibaldone, che non sia indecentissimo. Vedi Giraldi. Ecatonmiti. Dec. I. Nov. III.—«Si ritrovano tre uomini insieme, senza aver altro, che mangiare, se non una picciola schiacciata. Sono a contesa di chi debba essere. Conchiudono, che ella si sia di chi più nobil sogno farà de' tre. L'uno, che era soldato, lascia gli altri due colla loro sapienza scherniti.»—Casalicchio, VI. I. VI. Chi cerca d'ingannare il più delle volte resta ingannato.—Pitrè. (Op. cit.) CLXXIII. Lu Monacu e lu Fratellu.—Riunisco, in quest'ultima nota del volume, un gruzzoletto di novellette e facezie milanesi di vario genere.