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La novellaja fiorentina

Note 2 — V.

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Poero, che più esattamente si scriverebbe Póhero, giacchè il v non isparisce del tutto, anzi lascia dietro sè una lieve aspirazione. Il Fagiuoli, nello scherzo scenico La Virtù vince l'Avarizia, fa equivocar così un pedante ed un monello.—«Fidenzio. Heu, heu, tu puer!»—«Menghino. Dov'è egghi i' poero?»—«Fidenzio. Dico a te.»—«Menghino. Io non dico d'esser ricco; ma io non sono anche tanto poero, quanto io vi son paruto; me' pa' lagora su il suo, e non dovide quil po' ch'egghi ha con nessuno.»—«Fidenzio. Io non ho detto che tu sia poero.»—«Menghino. Ma io ho inteso a coresto mo', che ci faresti voi?»—«Fidenzio. Io t'ho chiamato puero, idest infante impubero.»—«Menghino. Io non sono infranto, nè son di sughero, io. Vo' m'ate scambiato: io son Menghino figghiol di Goro di Beco del Ficca dal Borratello.»

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