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La novellaja fiorentina

Note 6 — XLVII.

Reading edition

Ecco come l'espressione dar la Berta viene illustrata nelle annotazioni al Malmantile racquistato (Cantare IV. St. XLVII).—«Raccontano le donne, che un sagace villano nominato Campriano[i], essendo venuto in mano della giustizia per le sue cattive opere, fu condannato a esser messo in un sacco e buttato in mare. In esecuzione di che, fu messo dentro al sacco e consegnato a' famigli, che lo buttassero in mare. Nell'andar costoro ad eseguire gli ordini imposti, furono per istrada assaliti da alcuni masnadieri, i quali si crederono, che in quel sacco fosse roba di valore. Onde i famigli, per iscampar la vita, lasciato quivi il sacco con Campriano, si fuggirono. Campriano piangendo si doleva della sua disgrazia; il che, sentito da uno di quei masnadieri, gli domandò perchè piangeva ed a qual fine era stato messo in quel sacco. Il sagace Campriano gli rispose: Io piango di quel, che altri gioirebbe; ed è, che questi signori voglion darmi per moglie Berta, unica figliuola del Re nostro, ed io non la voglio, conoscendomi inabile a tanto grado, per esser un povero villano. E perchè essi dicono, che se non si marita a me, l'oracolo ha detto, che questo Regno andrà sottosopra, mi hanno messo in questo sacco per condurmi a farmela pigliare per forza; e questa è la causa del mio pianto. Il masnadiero, credendo alle parole di costui, si concertò co' compagni d'andare esso a pigliare questa buona fortuna e ripartirla con essi. Onde, fattosi mettere dentro al sacco da Campriano, che non restava di pregarlo a volergli far del bene, quando fosse poi Re, fece allontanare i compagni; e, serratolo entro al sacco, stette aspettando, che ritornassero coloro, i quali non istettero molto a comparire con nuova gente. E, veduto quivi il sacco abbandonato, lo ripresero. Ed, essendo giunti alla riva del mare, ve lo precipitarono. E così sposarono a Berta il balordo masnadiero. E di qui venne dar la Berta o la figliuola del Re, che vuol dire burlare, minchionare. Si dice anche dar la madre d'Orlando, perchè da alcuni si crede, che la madre di Orlando Paladino avesse nome Berta[ii].»—Identica è la novella milanese seguente:

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