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La novellaja fiorentina

Note 1 — XXXIV.

Reading edition

«Narrata dalla Luisa Ginanni del Montale di Pistoja all'avv. prof. Gherardo Nerucci. Vi è a stampa un poemetto popolare col titolo:—Storia di Florindo e Chiara Stella, dove s'intende varj avvenimenti di due amanti con felice fine. Firenze (con approvazione).»—G. N.—Vedi Guppernatis. (Novelline di Santo Stefano) VII. Il Re di Spagna.—Pitré. (Op. cit.) C. Lu mircanti 'Smailitu Giumentu. Si troveranno alcuni punti di somiglianza ne L'Aldimiro | del | Cavalier | Fra Carlo de Conti | della Lengueglia. | Dedicato | All'Illustrissimo Signore | Il Signor | Christoforo | Centurione | In Milano. | Per Filippo Ghisolfi MDCXXXVII. | Ad instan. di Gio. Battista Cerri, | et Carlo Ferrandi. | Con licenza dei superiori. (Vedi specialmente Libro secondo). L'autore stesso confessa, che,—«sotto il nome di Aldimiro è un accidente di Carlo Magno narrato dal Petrarca nella terza delle sue pistole, et in quello di Nefiteo l'avvenimento di Corrado secondo, scritto da Giovanni Villani a capo quattordici dell'undecimo libro. Volendo scrivere non mi sono appigliato alle sole favole, poichè quel gentil maestro di buoni costumi condanna per cosa sconcia, il raccontare alle brigate i vaneggiamenti dei proprî sogni. Ho condotti questi due imperatori sotto finto nome nell'isola di Cipro; nè però stimo, che abbia a dolersene la Germania, la quale è stata a' forastieri popoli di suoi tanti Principi liberale: oltrechè fu buon augurio, che non dovessero le loro amorose fiamme essere infruttuose, trasportandogli in quell'Isola, ove anche le fiamme sono di volanti parti feconde,» ecc. ecc.—Vedi pure quanto di Corrado Imperatore si racconta, nel Libro VI della Historia | Varia | di M. Ludovico | Domenichi, | nella quale si contengono | molte cose argute, nobili, e degne di memoria | di diversi Principi et huomini illustri; | divisa in XIII libri; | con due tavole, la prima de' | nomi delle persone e delle cose notabili, et | l'altra della proprietà delle cose. | Con Privilegio. | In Vinegia appresso Gabriel | Giolito de' Ferrari. | M D L X V. Noterò, per utile degli studiosi di novellistica paragonata, che l'avventura di Carlo Magno, utilizzata da fra Carlo è la stessa, che forma l'argomento dell'avvenimento II della I delle Sei Giornate dello Erizzo.—«Il Re Carlo, congnominato Magno, amando una giovine morta e non potendo abbandonare il suo corpo, fu inteso per rivelazione divina, la cagione di quel suo furore essere un anello, ch'era sotto la lingua della giovine. Il quale dal vescovo coloniese rimosso e dipoi gettato in una palude, il Re torna nella primiera sanità del suo animo.»—Giangiacomo Lavagna, altro secentista, fece un bel sonetto su questo tema, che termina:

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