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La novellaja fiorentina

Note 10 — III.

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Questo episodio della bambola si ritrova anche intruso in fine delle Novelle sicule Die Geschichte der Sorfarina, appo la Gonzenbach e Trisicchia (di Ficarazzi) ricordata dal Pitrè in nota a Li tridici sbannuti. Alquanto variato è nella fiaba veneziana El diavolo, appo il Bernoni. Matteo Bandelle narra come Faustina romana fosse informata che il marito Marc'Antonio intendeva ucciderla e fuggirsi con una Cornelia:—«E volendo alla mina del marito fabbricare una contrammina, ebbe segreta pratica con uno eccellente legnajuolo, e fece fare una statua e della grandezza che ella era, ma di modo fabricata, che se le accomodava benissimo la pelle d'una bestia attorno; alla quale, ella avendo inteso il determinato punto che il marito voleva ucciderla, acconciò certe vessiche piene di acque rosse assai spesse, acciò facessero fede di sangue. Ella soleva la state ne l'ora del merigge corcarsi nel letto e dormire una e due ore; onde il marito in quel tempo voleva ammazzarla. Ella venuta l'ora andò in camera, e la immagine fatta acconciò nel letto, che pareva proprio che Faustina fosse quella che dormisse. Avevale anche concio certe funi, per far a suo piacere, stando sotto il letto, scuoter l'imagine. Avendo poi di già messo tutto ciò ad ordine che seco voleva portare, che era roba, come dicono i soldati, da manica, dicendo a le fantesche che voleva dormire, si mise sotto il letto, serrate le finestre de la camera. Venne il marito a casa, et intendendo che la moglie dormiva, mandò via due donne che in casa erano in certi servigi, che bisognava che stessero due ore a tornar a casa. Erasi già prima disfatto di quanti uomini soleva tenere. Fatto questo, se n'andò di lungo dentro la camera, ove credeva che la moglie dormisse. Quivi arrivato, quanto più chetamente puotè se n'andò al letto; e per esser l'uscio aperto, eravi pure un cotal barlume, dal cui splendore ajutato, vide, come egli pensava, la donna che sovra il letto boccone giaceva. E stesa la mano sinistra e quella posta sovra il capo de l'imagine, tirò fuor un pugnale, e con quanta forza puotè, quello ficcò ne le schiene a la statua. Faustina che sotto il letto era e sentì la percossa, tirò le funi, di modo che l'imagine tutta si scosse. Marco Antonio, pensando che la moglie volesse levarsi, le diede un'altra ferita e passolla di banda in banda. Era da la prima ferita uscito di quell'umor rosso pure assai, e medesimamente dalla seconda[i]; il perchè egli sentendo che la moglie più non si moveva, pensando quella portar via, prese la statua, e quella in un necessario, che in camera era, gettò.»—Polieno, nel libro viii degli Stratagemmi:—«Poichè Cleomino prese Tito, gli domandò per lo riscatto due città: una delle quali si chiamava Epidauro e l'altra Apollonia. Non volle altrimenti dargliele il padre di Tito, ma comandò che lo ritenesse. Così Tito essendosi procurato la propria immagine a guisa di persona addormentata, la pose nella sua abitazione, e montato su d'un naviglio, mentre che le guardie badavano all'immagine, si fuggì secretamente.»—

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