Note 6 — XXIX.
Reading edition
Queste risposte a sproposito rammentano il dialogo tra Calasiride e Tirreno (nell'Etiopiche d'Eliodoro, Libro V.) sulla spiaggia di Zacinto:—«Non era molto ancora dal lito dilungatomi, quando io veggio un vecchio pescatore sedersi dinanzi a la porta di casa sua, acconciando le reti rotte d'un altro pescatore. Fattomigli dunque vicino, gli dissi:—Dio ti salvi, buon uomo; saprestimi tu insegnare, dove io potessi trovare alloggiamento?—Et egli mi rispose:—Colà, vicino a quel capo di monte, che sporge in mare, appressatosi ad uno scoglio, si squarciò come tu vedi.—Io non cerco di sapere questo, diss'io. Ma tu ti porteresti bene e cortesemente, se o ci ricevessi tu, o ci guidassi a qualcun altro, che ci desse ricetto.—Non già io, diss'egli, perciocchè io non navigava con esso loro; nè Tirreno avrebbe mai commesso un tal fallo, nè si sarebbe stancato per la vecchiezza. Ma e' sono stati certi fanciulli, che hanno fatto questo errore; perciocchè, non avendo contezza de gli occulti scogli, la trassero, dove non convenia.—Io pure a la fine accortomi, che costui avea l'udir grosso, alzato alquanto più la voce, gli dissi:—Dio ti salvi! insegnami di grazia, perciocchè io son forastiero, dove io possa alloggiare.»—(Traduzione di Leonardo Ghini MDLVI) Ecco come Giambattista Basile nel Teagene, (Canto X. Stanza XII—XV di quel poema postumo, impresso a Roma MDCXXXVII) rende questo brano: