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La novellaja fiorentina

Note 1 — XXVIII.

Reading edition

Raccolta dall'avv. Gherardo Nerucci; e gli fu raccontata dall'Elena Becherini del Montale pistojese. Il Liebrecht annota:—«Zu Grimm (K.M. n.º 60) Die zwei Brueder; s. zu Gonzenbach n.º 39. Von den Zwillingsbrüdern und n.º 40. Von den drei Brüdern.»—Parte di questa fiaba è identica alla III favola della X delle Tredici piacevoli Notti dello Straparola:—«Cesarino di Berni calavrese, con un leone, un orso e un lupo si parte dalla madre e dalle sorelle; e, giunto nella Sicilia, trova la figliola del Re, che doveva esser divorata da un fierissimo dracone; et con quelli tre animali l'uccide; e liberata da morte, vien presa da lui in moglie.»—È pure in gran parte identica a lo Mercante, trattenimento VII della prima giornata del Pentamerone:—«Cenzo, rompe la capo a 'no figlio de 'no Re, fuje da la patria e libera da 'no dragone la 'nfanta de Pierdesinno. Dapò varie socciesse, le deventa mogliera; ma, 'ncantato da 'na femmena, è liberato da lo frate. Lo quale (pe' gelosia avennolo acciso), scopierto 'nnozente, co' na certa erva le torna la vita.»—Cf. anche e soprattutto con la Cerva fatata, trattenimento IX della I giornata:—«Nasceno pe' fatazione Fonzo e Canneloro. Canneloro è 'mmidiato da la Regina, mamma de Fonzo, e le rompe lo fronte. Canneloro sse parte. Deventato Re, passa 'no gran pericolo. Fonzo, pe' vertute de 'na fontana e de 'na mortella, sa li travaglie suoje e vace a liberarelo.»—Vedi anche, nel secondo cantare del Malmantile di Lorenzo Lippi, trasportato parte di questa fiaba, che l'autore avea desunta dal Cunto de li Cunti. Ecco l'argomento di esso secondo cantare: Dei due gran figli del signor d'Ugnano, Prodigioso natal narra Baldone: Come s'acquista moglie Floriano, E vien dall'Orco poi fatto prigione; Come Amadigi libera il germano, E il mostro spaventoso a terra pone; E dice alfin, che l'un di questi dui Fu padre a Calidoro e l'altro a lui. Cf. De Gubernatis. Novelline di Santo Stefano di Calcinaja, XVII. I tre fratelli; e XVIII. Il Pescatore. Mi scrive il Pitré:—«Riscontri siciliani editi col Mago delle sette teste, non ne conosco. Bensì vi sono ravvicinamenti e somiglianze parziali. Questo tipo di novella non è stato ancora pubblicato in Sicilia.»—Cf. per alcuni luoghi, Morgante Maggiore, Canto IV, stanze XL—LXXIX e segg.; episodio del Re Corbante, di Fiorisena, della città di Carrara e di Rinaldo accompagnato dal leone. Una pessima, monca, scorretta e corrotta lezione di questa fiaba è la seguente milanese.

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