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La novellaja fiorentina

Note 6 — XXVII.

Reading edition

In questa novella abbiamo oggetti incantati. Affine a questo genere di finzione sono i viaggi fantastici, per paesi meravigliosi, dove si trovano cose impossibili e stupende, de' quali abbiamo anche esempli greci, e mi basterà citare la Storia vera del samosatense, ed i quali diresti scritti per mettere in caricatura i viaggiatori bugiardi. Rifiorì quindi questa maniera di favole nel cinquecento; e piace sempre, come testimonia la popolarità de' Viaggi del Gulliver. Non so resistere alla tentazione di offrirne uno esempio, ricavato da un antico libro e dimenticato, che s'intitola: Opera Nuova, molto utile et piacevole, ove si contiene quattro dialogi, composti per l'eccellentissimo dottor delle Arte (sic) et medico aureato (sic) Messer Angelo de Forte MDXXXII (com'è detto in fine: Stampata in Vinegia per Nicolo (sic) d'Aristotile detto Zoppino nel mese di Agosto MDXXXII). In essa narrazione si troverà una descrizione del paese favoloso, che poi, sotto nome di paese di Cuccagna, doveva essere celebrato dal Folengo, dal padre Quirico Rossi e da tanti altri, con più o meno spirito.

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