Note 1 — XIII.
Reading edition
Pentamerone, Giorn. III, Trattenimento X: Le tre fate:—«Cecella, maletrattata da la matreja, è regalata da tre fate. Chella 'mmediosa nce manna la figlia che ne riceve scuorno. Pe' la quale cosa mannata la figliastra a guardare puorce, sse ne 'nnamora 'no gran signore; ma pe' malizia della matreja, l'è dato 'ncagno la figlia brutta, e lassa la figliastra dint'a 'na votte pe' la scaudare. Lo segnore scopre lo trademiento: nce mette la figlia. Vene la matreja, la sporpa co' l'acqua cauda e scopierto l'arrore, ss'accide.»—La nostra fiaba ha inoltre molti punti di somiglianza con la terza favola della terza notte dello Straparola:—«Biancabella, figliuola di Lamberico, marchese di Monferrato, viene mandata dalla matrigna di Ferrandino Re di Napoli ad uccidere. Ma gli servi le troncano le mani, e le cavano gli occhi; e per una biscia viene reintegrata e a Ferrantino ritorna.»—Cf. De Gubernatis, Le Novelline di Santo Stefano da Calcinaja; I. La bella e la brutta. Cf. Pitrè (Op. cit.) La figghia di Biancuciuri, Ciciruni, Burdilluni, Li dui soru (Lezioni tutte, nelle quali questa fiaba è più o men confusa con l'altra di cui diamo una versione fiorentina nella presente raccolta sotto il titolo d'Oraggio e Bianchinetta) soprattutto LXIII. La Mammadraa. Vedi anche la fiaba della presente raccolta, intitolata: La bella Caterina ossia Novella de' Gatti. Ecco una lezione milanese del Racconto.