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La novellaja fiorentina

Note 3 — X.

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Non sappiamo se fosse una maghera micia allampanata e strutta od un bel pelliccione. Vattel'a pésca. «Le donne, quando vedono un bel gatto, grande e grosso, lo chiamano un bel pelliccione, cioè: che ha una bella pelle o pelliccia.»—Ann. al Malm. Cant. IX, St. XXI. Di gatte così affezionate all'uomo ne troviamo una appo il Guicciardini:—«Una gatta inamorata d'uno fanciullo, supplicò Venere che la volesse in donna trasformare. Venere, avuta compassione di lei, le fece la grazia et le dette forma di bellissima giovane: mediante la qual forma et bellezza, essa ben tosto lo amante a letto si condusse. Or in questo stante, volendo Venere esperimentare se ella, mutata forma, avesse mutata natura, fece passare per il mezzo della camera un topo, verso il quale, subito saltata dal letto donna Gatta, corse per prenderlo. Di che sdegnata Venere, la ridusse immantinente nella sua pristina forma.»—

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