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La donna fiorentina del buon tempo antico

Note 379 — NEL RINASCIMENTO E NEGLI ULTIMI ANNI DELLA LIBERTÀ

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Vedi Villari, op. cit., I, 505-511; II, 95. In una Canzona (da me ripubblicata; Firenze, 1864) d'un Piagnone pel Bruciamento delle vanità nel carnevale del 1498, la quale al Tommaseo (Dizionario estetico, pag. 910) parve palinodia insieme e parodia dei canti carnascialeschi Medicei, fra le cose che il fiorentino piagnone dice a Carnevale, mentre questi si accinge a tramutarsi da Firenze, convertita cristiana, a Roma curiale e pagana, è anche:

Le tue donne vane e stolte sonsi mai contra te volte, che l'avevi fatte erede?

E Carnasciale risponde:

Ciascun m'ha per derelitto; fin le donne m'hanno afflitto, rinegando la mia fede.

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