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La donna fiorentina del buon tempo antico

Note 307 — NEL RINASCIMENTO E NEGLI ULTIMI ANNI DELLA LIBERTÀ

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I soliti epitaffi, come per l'Albiera, ed epigrammi latini: di Piero Dovizi da Bibbiena, di Tommaso Baldinotti pistoiese, di Francesco Borsellini, nel cit. codice Corsiniano. E poi: una Elegia di Bernardo Pulci fiorentino, della morte della diva Simonetta, a Iuliano de' Medici; e dello stesso Bernardo un sonetto petrarchevole, La diva Simonetta a Iulian de' Medici; e di un veronese Francesco Nursio Timideo, pur terzine elegiache intitolate latinamente Carmen austerum in funere Symonettae Vespucciae florentinae, ad illustrissimum Alphonsum Calabriae ducem: da vedere nello scritto di A. Neri, La Simonetta, nel Giornale storico della letteratura italiana; vol. V, 1885, pag. 131-147, riassunto nell'Illustrazione Italiana, n.º 13 del 1886.

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