Note 363 — NEL RINASCIMENTO E NEGLI ULTIMI ANNI DELLA LIBERTÀ
Reading edition
Vite di uomini illustri del secolo XV; ediz. L. Frati, Bologna, 1892-93. Al tema nostro più strettamente attiene la parte che il buon Vespasiano assegnò alle Donne illustri, scrivendo distesamente la Vita dell'Alessandra Bardi negli Strozzi, e incominciando il Libro, biografico insieme e didattico, delle lode e commendazione delle donne, mandato a madonna Maria donna di Pierfilippo Pandolfini: nella citata edizione, III, pagg. 245 segg. Non dissimilmente ispirata, sebbene in tutt'altre circostanze di vita civile, apparisce una Defensione delle donne (Bologna, Romagnoli, 1876) di anonimo, uomo di chiesa, di dicitura piuttosto toscana, ma che scriveva in Mantova pur in quella seconda metà del Quattrocento. Non appartengono, o ben poco, al tema di questo mio libro, ma pure si congiungono comecchessia a quella foggia di scritture, le Difese delle donne, la Nobiltà delle donne, e simili altre compilazioni cinquecentistiche, sulle quali vedi la dotta bibliografia di Salvatore Bongi, Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari (Roma, 1890-97), I, 246-49.
E qui anche ritorna (cfr. nota 38) il nome del leggiadro monaco Firenzuola, coi Ragionamenti d'amore premessi alle Novelle, e preceduti dalla Epistola in lode delle donne a messer Claudio Tolomei, sentenziatore che le donne siano «persone, alle quali più si converrebbe cercare quante matasse faccian mestieri a riempire una tela, che entrare per le scuole de' filosofanti». Ma la filosofia del Firenzuola era, invero, troppo più femminile che monastica. E così quando messer Giovanni Boccacci esalta (Corbaccio, pag. 57-58) i colloqui spirituali con le Muse, quanto potrem noi credergli ch'ei li preferisse daddovero a quelli con le donne di questo mondo? sebbene e' metta a carico di queste la trivialità de' loro discorsi: «e quanta cenere si voglia a cuocere una matassa d'accia, e se il lino viterbese è più sottile che 'l romagnuolo, e se troppo abbia il forno la fornaia scaldato, e la fante lasciato meno il pane levitare, o che da provveder sia donde vegnano delle granate che la casa si spazzi, o quel ch'abbia fatto la notte passata monna cotale e monna altrettale, e quanti paternostri ell'abbia detti al predicare, e s'egli è il meglio alla cotale roba mutar le gale o lasciarle stare....»: il che tutto, o quasi tutto, non guasta a noi l'«ideale nella realtà» della donna di casa del buon tempo antico e di tutti i tempi.