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La donna fiorentina del buon tempo antico

Note 6 — NEI PRIMI SECOLI DEL COMUNE

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Giosuè Carducci, Alla regina d'Italia, XX novembre MDCCCLXXVIII. A pag. 858-860 delle Poesie, Bologna, Zanichelli, 1902. E in Confessioni e Battaglie, vol. IV delle Opere (Bologna, Zanichelli, 1890), a pag. 333-357, eterno Femminino regale. — Su l'uso e l'abuso, e la interpretazione critica, della frase goethiana «das Ewigweibliche» è da vedersi un bellissimo saggio di Michele Kerbaker, L'eterno Femminino e l'epilogo celeste nel Fausto di W. Goethe; Napoli, Pierro, 1903. «Per l'eterno Femminino, cioè l'eterna femminilità, nel senso più ovvio, chi non abbia riguardo al passo del Fausto, potrebbe intendersi la potente ed arcana attrattiva che la donna esercita sui sentimenti dell'uomo, mediante le speciali prerogative congenite alla sua complessione fisica e morale.» Ma dall'esame critico dell'epilogo celeste nel Fausto il Kerbaker conchiude, che quella «femminilità eterna» è «l'essenza stessa dell'indole femminile riguardata come una legge costante e provvidenziale della natura, in contrapposizione alla Mascolinità, e di cui la Beata Vergine, Madre di Dio e Regina dei cieli, è un simbolo». In quanto però la frase si presti, come s'è anche troppo compiacentemente prestata, a interpretazione astrattamente umana, non credo aver da pentirmi di quella che, in relazione col mio tema, a me venne fatto di darle: «idealità della donna, immanente nella storia».

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