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La donna fiorentina del buon tempo antico

Note 262 — BEATRICE NELLA VITA E NELLA POESIA DEL SECOLO XIII

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Così scrissi parecchi anni fa (cfr. anche a pag. 75), e così ora conferma Un nuovo documento concernente Gemma Donati (pubblicato da U. Dorini nel Bullettino della Società dantesca italiana, N. S., IX, 1902, pag. 181-84), dal quale, nell'assegnarsi certo credito «domine Gemme vidue, uxori olim Dantis Allagherii et filie quondam domini Manetti domini Donati», risulta che la dote maritale, a cui era inerente il detto credito, le era stata costituita il 9 di febbraio (un altro 9 dantesco, ma questo tutt'altro che mistico) del 1277 [1276 s. f.], anno undecimo di Dante, e secondo la consuetudine, massime allora, dei matrimonî, men che undicesimo certamente di lei. S'intende bene che le nozze, in siffatti casi, si protraevano fino alla maturità dei coniugi. Ma ciò non toglie che nei due personaggi del romanzo psicologico di Vita Nuova la realtà storica ci offra, secondo ogni apparenza, in Beatrice una giovine sposa il cui matrimonio ha suggellato interessi guelfi tra Bardi e Portinari; e in Dante un giovine guelfo, al quale sin da' primi anni era destinata sposa, da famiglia di «vicini» guelfi, una di quelle che, sotto tali auspicî di parte, i genitori (cfr. qui a pag. 16) «maritavano nella culla.»

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