Note 6 — LA DONNA E L'OPINIONE
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Aspasia, Laide, Frine, Glicera sono nomi celebri negli annali della Grecia, e videro prostrati ai loro piedi i Pericli, i Temistocli, gli Alessandri e perfino il severo Socrate ed il cinico Diogene. Le cortigiane erano sacre a Venere e participavano della riverenza e del culto prestato a quella divinità, e si credeva che le loro preci fossero presso di lei efficaci. Le cortigiane erano encomiate dagli scrittori in Atene. Aspasia era l'arbitra della pace e della guerra; e la statua di Frine si ergeva fra l'effigie di due re. Si innalzavano loro magnifiche tombe. Celebri sono i due monumenti che Arpalo fece alzare a Pitionice, sua cortigiana, l'uno in Babilonia e l'altro nell'Attica; onde così scrive Dicearco: «Chi va in Atene per la strada d'Eleusi, quando è presso la città tanto da poterne vedere i templi, trova sulla via un monumento di cui più bello non può vedersi, nè più grande, nè più magnifico. Egli crederà tosto esser questo il monumento di Milziade, di Pericle o di Cimone, eretto a spese pubbliche dalla città. Ma come sappia esser questo consacrato alla cortigiana Pitionice, qual opinione avrà egli degli Ateniesi?» (Ambrogio Levati. Donne Ill.)