Note 632 — PARTE SECONDA La città langobarda-franca (continued 2)
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L'esenzione accordata ad Asti ai commestibili può nel complesso esser considerata come un fatto comune di un fenomeno generale.
Le città che più a lungo furono soggette ai pedaggi e alla curatura verso l'impero offrono a questo proposito un buon mezzo di riprova. A Siena, per esempio, che durò a lungo in tale soggezione, gli elenchi che ancor si conservano nel R. Archivio di Stato, delle imposizioni e dei tributi dai quali erano colpite le merci che si negoziavano nel mercato cittadino, per gran parte del secolo decimoterzo sono limitati ad un numero di voci relativamente assai scarso. E non si può supporre che la causa si debba ricercare in un tardo svilupparsi del commercio senese, perchè fino dai non ultimi decenni del secolo decimosecondo si hanno tracce numerose ed importanti dell'attività straordinaria dei senesi. Il Lisini (Indice di due antichi libri di imbreviature notarili in «Bullettino senese di Storia Patria» vol. XIX 1912) illustrando degnamente quasi un migliaio di atti dei primi anni del secolo XIII., completa quanto fino ad ora era stato appena intraveduto (cfr. Schulte Geschichte des mittelalterlichen Handels und Verkehrs zwischens West-deutschland und Italien mit Ausschluss von Venedig. Leipzig, 1900, I. pag. 247) e accennato (cfr. Paoli C. Siena alle fiere di Sciampagna Siena 1898 pag. 19 e segg. e Schaube Handelsgeschichte der romanischen Völker des Mittelmeergebiets bis zum Ende der Kreuzzüge. München 1906, passim) e dimostra che il commercio dei senesi era in questo tempo di primissimo ordine.
Sugli istituti di diritto commerciale, sopratutto in un'epoca più tarda cfr. Arcangeli A. Gli istituti del diritto commerciale nello statuto senese del 1309-10 in «Rivista di diritto commerciale» di Sraffa e Vivante a IV., 1906, fasc. 3-4.