Note 594 — PARTE SECONDA La città langobarda-franca (continued 2)
Reading edition
Cfr. l'epist. di Gelasio ad episc. Lucaniae c. 5 (ed. cit. to. IV pag. 1189) «Baptizandis consignandisque fidelibus pretia nulla praefigant, nec illationibus quibuslibet impositis exagitare cupiant renascentes.... Et ideo nihil a predictis prorsus exigere moliantur...» E il conc. illiberit. c. 48 (ed. cit. I. pag. 97) proibisce già — emendari placuit — che «qui baptizantur nummos in concham non mittant».
Per le oblazioni in caso di matrimonio si può citare come tipo il c. 3 dei Responsa Bulgarorum di Niccolò I. che è dell'866 (Cfr. l'edizione corretta fattane dal Duchesne. Origines cit. pag. 433-34) ma che riproduce in modo perfetto nella forma e nella sostanza il sistema di celebrazione degli sponsali e del matrimonio romano.
«Et primum quidem in ecclesia domini cum oblationibus quas offerre debent Deo per sacerdotis manum statuuntur».
Cfr. anche Statut. eccl. parm. cit. pag. 101 nella ricca nota illustrativa fattane dal Barbieri.
Per le oblazioni per i defunti, oltre questo stesso statuto sotto tale titolo, pag. 48 e pag. 194, nota 2, sono da vedersi la dissertazione 18 del Muratori Anecdota cit. I. pag. 190-95 ed il Natale XII di S. Paolino da Nola, nel punto ove narra il miracolo di S. Felice.