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L'umorismo

Note 42 — PARTE PRIMA (continued 2)

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È curioso veramente il notare a quali aberrazioni potè essere condotto il Rajna dalla smania di sorprendere a ogni costo il poeta del Furioso con le mani nel sacco altrui. A proposito di questo episodio di Sacripante e Angelica, cita nientemeno che 12 esemplari, che l'Ariosto avrebbe dovuto aver presenti. E non si accorge ch'è stupido senz'altro il ravvicinamento di queste pretese fonti, poichè nell'Ariosto, invece del solito cavaliere che ascolta furtivo i lamenti, abbiamo Angelica, proprio lei in persona. Ma questo, — ha il coraggio di notare il Rajna, — «è una differenza di sommo momento per Sacripante, ma secondaria per noi.» Già! come dire che, se veramente il Tasso ebbe presente il battesimo di Sorgalis nei Chetif a proposito del battesimo di Clorinda, è differenza secondaria che Tancredi battezzi Clorinda in luogo di un'altro cavaliere qualsiasi! Sapete quali sono invece le parti sostanziali? Erba, alberi, acqua, se è giorno o notte, e simili altre amenità. Come se Angelica non fosse nel bosco fin dal principio del canto! Avrebbe potuto risparmiarsi il Rajna tanto sfoggio di erudizione e venir senz'altro all'episodio di Prasildo nel Bojardo. La differenza però rimane sempre sostanziale. L'Ariosto prende un verso al Bojardo:

Che avria spezzato un sasso di pietade;

ma glielo corregge così:

Che avrebbe di pietà spezzato un sasso.

Ecco tutto.

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