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L'Italia nel 1898 (Tumulti e reazione)

Note 109 — XIII. LA CAPITALE MORALE

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I malviventi nella sommossa di Milano ebbero parte molto minore di quella che in casi analoghi sogliono avere come risulta dalla lettura degli stessi processi. Mancarono i reati comuni caratteristici, che sogliono accompagnare tutti gli sconvolgimenti politici. Con più ragione potrebbe darsi che le dimostrazioni di Napoli furono suscitate dalla camorra: ivi l’obbiettivo principale dei dimostranti per molte ore fu la liberazione dei delinquenti comuni rinchiusi nelle carceri di S. Francesco. Tra i pochissimi giornali d’Italia che hanno visto giusto nei movimenti di Milano, va segnalato il Don Chisciotte. «Che cosa era quello strano, inaudito fenomeno, il quale certo non poteva chiamarsi nè una rivoluzione, nè una sommossa? Adesso si dice: era un movimento teppistico. Ed è una sciocchezza: perchè i teppisti non sfidano le fucilate senza una ragione qualsiasi e una città intera non tollera che per colpa loro, essa sia trasformata in uno spettacolo sanguinoso». Così Luigi Lodi nell’articolo sulla Liberazione di Milano,(1893 — N. 244)

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