Note 80 — XII. LE CAUSE POLITICHE E MORALI
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Un temperato e coltissimo scrittore, il Nitti, accennando alle lodi prodigate all’esercito in occasione delle ultime repressioni, esce in questa sanguinosa ed amara considerazione a proposito della circolare diramata dal Generale Afan de Rivera assumendo il portafoglio della guerra: «Adottare leggi di eccezione può essere una necessità che s’imponga a noi tutti in momenti dolorosi; ma non mai causa di allegrezza; nè i provvedimenti di rigore chiameremo mai atti di genialità. In altri tempi, quando l’onor. Afan de Rivera imparava nell’esercito borbonico i principî che ora esplica, un generale italiano, glorioso per battaglie vere, Enrico Cialdini, all’indomani di una vittoria contro le truppe del Borbone, invitava gli ufficiali ad una messa solenne: non già per rallegrarsi, egli diceva, poichè la vittoria era stata ottenuta contro altri italiani, ma per commemorare insieme i defunti d’ambo le parti». (Le sommosse dell’ieri e le repressioni dell’oggi. Nella Riforma Sociale di Torino. Giugno 1898).