Note 92 — XII. LE CAUSE POLITICHE E MORALI
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Avevo intenzione di riprodurre i più caratteristici giudizi sintetici emessi da uomini politici, da riviste e da giornali di parte monarchica in occasione degli ultimi tumulti. Vi sono confessioni preziosissime sulle cause vere di detti tumulti e sulla enorme, se non esclusiva, responsabilità degli uomini succedentisi al governo da quarant’anni e sulle classi dirigenti italiane. Ho dovuto rinunziare a questa riproduzione perchè sarebbe stato necessario ad essa sola consacrare un lunghissimo capitolo. Se qualche lettore volesse prendere il lavoro separatamente, farebbe opera utilissima. Io gli vengo sin da ora in aiuto con una lista — incompletissima, badiamo — di riviste e di giornali che enumero senza rispettare nè l’ordine cronologico, nè quello della loro importanza. Eccola qua. Perseveranza, Corriere della Sera, Lombardia, ecc., di Milano coi discorsi dei membri della Costituzionale e del Circolo popolare dei giorni 17 e 20 Maggio, e 7 Giugno 1898; Mattino di Napoli; Corriere della Sera, con articolo di Panzacchi (N. 133), dei giorni 25, 26 e 27, 28 Luglio con articoli di Torraca e della Direzione; La Lombardia con articoli del Prof. Ercole Vidari; Rivista penale del Giugno colla cronaca del Deputato Lucchini, Consigliere della Cassazione; Corriere di Napoli del 4 e 8 Maggio; intera collezione del settimanale Economista di Firenze da Maggio 1898 in poi; Don Chisciotte del 4, 5 e 6 Maggio; Don Marzio del 5 Maggio; Tribuna con articolo di Rastignac del 7 Maggio; Nuova Antologia del 1 Maggio, del 15 Giugno, del 15 Agosto con articolo di Maggiorino Ferraris, di Ugo Pisa, di Ercole Vidari; Giornale degli Economisti di Maggio, Giugno, Luglio e Agosto con articoli di De Viti De Marco; di Racioppi, ecc.; Riforma Sociale di Maggio e Giugno con articoli di Nitti; Idea liberale del 15 e 30 Giugno e del 15 Settembre con articoli di Borelli, Massuero, Vidari; Vita internazionale del 20 Giugno con articolo di Massara; Rivista politica e letteraria di Luglio con articolo di Beroaldo. Tutto il libro del Fioretti è anche da leggere per la parte politica.