Note 23 — VIII. L’OPERA DELLA REAZIONE
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Basta leggere l’ultimo numero del Secolo (7-8 maggio) pubblicatosi sotto il regime della sciabola per convincersi della brutalità della misura presa dal Regio Commissario in odio non dei repubblicani e dei socialisti, ma dei semplici democratici. In quel numero, in prima pagina, si parla, è vero, con parole severe del cinquantenario dello Statuto, che doveva celebrarsi l’indomani in Torino; ma le sue parole erano più moderate di quelle di molti altri giornali che non furono neppure sequestrati. In terza pagina poi, a proposito dei tumulti del giorno precedente, c’era un appello che incitava i cittadini alla calma che avrebbe potuto scrivere e sottoscrivere qualunque uomo d’ordine. Nè si dica che la paura od il senso dell’opportunità abbiano suggerito tale linguaggio: in parecchie altre occasioni — e particolarmente nel 1886 all’epoca dei tumulti provocati dai moderati pel dazio municipale sul pane — il Secolo non usò termini diversi.