Note 38 — IX. LASCIAMO PASSARE LA GIUSTIZIA!
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Il Corriere della Sera (N. 127 del 1898) con profetica incoscienza scriveva, prima che incominciassero i processi:
«Alessandro Manzoni, dall’alto del suo piedestallo a San Fedele, pareva guardasse tutto quel tramestìo con aria mesta e dicesse: È in questo modo che i Milanesi hanno pensato di commemorare il venticinquesimo anniversario della mia morte?»
E chi guardava il Manzoni, pensava che il mondo più cambia e più è la stessa cosa; perchè i subbugli di questi giorni egli li aveva già descritti nel suo romanzo, sino nelle più minute circostanze; perchè di ogni arrestato un po’ conosciuto dice quello che il mercante bergamasco diceva di Renzo: «Si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c’è descritta tutta la cabala; e si dice che vi anderà di mezzo molta gente».
Oh! se c’è andata di mezzo molta gente! I tempi di Renzo Tramaglino impallidiscono rispetto a quelli nostri.