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L'eresia nel Medio Evo

Note 470 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA

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Il primo di questi documenti riportati dall'Ughelli (Italia Sacra, Venetiis 1721, IX, 453), si riferisce alla fondazione di una casa florense. Anno Domino Incarnationis 1201 mense Septembris 5 ind. .... Nos Simon de Mamistra Dominus Fluminis Frigidi .... proposuimus aedificare domum Religionis infra fines terrae nostrae Fluminis Frigidi .... vocavimus vos Domine Joachim venerabilis Abbas Floris rogantes vos omni devotione, quatenus tam administrationem ipsus monasterii, quam ipsum monasterium acciperetis in manus vestras et successorum vestrorum. Questa donazione fu confermata da Riccardo vescovo di Tropea, il quale vi aggiunse la chiesa di S. Domenica e di S. Pietro e altri beni e diritti come risulta dalla lettera papale di conferma. Ma nel frattempo l'abate Gioacchino era morto, perchè la lettera del vescovo tropeano del giugno 1202 riportata nella bolla di conferma d'Innocenzo III è indirizzata all'abate Matteo, successore di Gioacchino, e ricorda quest'ultimo come già morto [venerabili quondam abbati Joachim]. La determinazione del giorno della morte è data dal Papebrochio nelle note al Greco.

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