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L'eresia nel Medio Evo

Note 691 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 2)

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La Cronaca delle Tribolazioni, pag. 143r, c'informa che molti frati «lassata l'orazione mettevano avanti la curiosa e sterile sapienza d'Aristotile alla divina sapienza, e che avidamente e con gran sete desideravano d'udire maestri loici e filosofi, e che procurorono ardentemente di avere e moltiplicare le scuole di queste scienze. E che queste e altre simili cose li maggiori come li minori comunemente predicavano excepto alquanti pochi admaestrati dallo spirito di Gesù Cristo. Onde quelli frati spirituali si determinorono che era loro necessario di ricorrere al sommo Pontefice e a la Chiesa romana». Da questo passo s'inferisce che fin dal tempo di Elia il partito intransigente cominciava a prendere il nome di Spirituale, conforme alle idee di Gioacchino. Non tutti i Gioachiti però avevano in dispetto gli studii, ed il Salimbene (pag. 405) non che biasimare, loda frate Elia, quia ordinem fratrum minorum ad studium theologiae promovit. Che oltre alla teologia frate Elia coltivasse altri studii lo dice il Salimbene, pag. 411: Undecimus defectus fratris Helyae fuit, quia infamatus fuit quod intromitteret se de alchimia.

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