Note 683 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 2)
Reading edition
Cronaca delle Tribolazioni, pag. 89r: «(I ministri) multiplicarono gente e non magnificarono letizia, accompagnando in questo multiplicare l'ordine di gente molti uomini perversi, insieme con li buoni e innocenti frati. Li quali huomini perversi, confidandosi della loro prudentia, s'affrettavano e desideravano di reggere e non d'esser retti, e di fare arrogantemente una regola secondo il loro proprio senno e secondo la loro propria voluntà a sè e ad altri .... e tanto crebbono questi mali avanti alla morte di S. Francesco che esso poverello Francesco, il quale era abitacolo dello Spirito Santo, non vi potette porre alcuno rimedio di curatione nè con parole, nè con esempii, nè con segni, nè con miracoli. Ma mandando avanti l'orazione, elesse per più sicura parte di vacare a Dio e rinunziare in tutto e per tutto al offitio del generalato, e non aver più cura nè governo alcuno delli frati». Nel capitolo seguente, è riferito un dialogo, nel quale S. Francesco dopo la rinunzia al generalato avrebbe detto (pag. 92r): «Solamente che li frati andassino e fussino andati secondo la volontà di Dio e mia, io non vorria che li frati avessino altro ministro che me per insino alla mia morte».