Note 651 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 2)
Reading edition
Guillelmus Armoricus, in D'Arg., I, 130. Dicebant non aliter esse corpus Christi in pane altaris, quam in alio pane, et qualibet re, sicque Deum locutum fuisse in Ovidio, sicut in Augustino. Quest'ultimo pensiero è molto importante. I veggenti della verità non si possono distinguere in pagani, e gentili, ebrei o cristiani, chè a tutti parimenti si è rivelata la somma sapienza. In quanto all'Eucaristia la formola, di cui si solevano servire gli Almariciani, ci è conservata negli Atti del Concilio di Parigi del 1210 pubblicati dal Martène, Thesaurus, VI, 163, D'Argentré, I, 129: Id quod ibi fuerat prius formis visibilibus, prolatione verborum subesse ostenditur. Le parole mistiche, sulle quali insistevano i Valdesi, non sarebbero se non una constatazione del fatto che il pane, come tutte le cose, possono dirsi il corpo di Dio.