Note 157 — LIBRO PRIMO DALL'ERESIA ALLO SCISMA
Reading edition
Questo intreccio delle diverse eresie spiega i varii nomi dati a questi eretici. Dell'identificazione di Catarini con Patarini diremo più tardi. Il nome di Cathari ben presto per effetto dell'aspirata si tramutò in Cazari o Gazari. Come si fosse oscurato in breve tempo il significato primitivo della parola lo provano le curiose etimologie di Alano. Hi dicuntur Cathari; idest diffluentes per vitia, a Catha, quae est fluxus; vel Cathari, quasi casti, quia se castos et justos faciunt; vel Cathari dicuntur a cato, quia, ut dicitur, osculantur posteriora cathi in cujus specie, ut dicunt, apparet eis Lucifer. (Lib. I, c. 63). In Germania trovò favore questa ultima etimologia stante l'affinità di suono tra Katze (gatto) e Ketzer (Gieseler, II, 2, pag. 540). I Catari furon detti Pubblicani [Concilio lateranense del 1179 in Mansi, XXII, 232: alii Catharos, alii Patrinos, alii Publicanos] corruzione di paoliciani. Forse un'ulteriore corruzione è il nome Piphles, che secondo Ecberto (Gallandi, XIV, pag. 447) sarebbe stato comune nelle Fiandre. Nella costituzione di Federico II (Huillard-Bréholles, Hist. dipl., IV, 298) sono detti anche Speronisti, da un vescovo cataro Sperone del secolo XII (Schmidt, II, 282). Si dissero Bulgari, dal luogo d'origine di questa setta, ed Albigesi dalla diocesi di Albi ove mise più profonde radici. Il nome bulgaro o corrottamente bougre significò più tardi al pari del tedesco Ketzer l'eretico in generale. In Francia si dissero Textores o Tisserands ab usu texendi dice Ecberto; perchè questo era il mestiere, cui si davan più volentieri i Catari, obbligati dalle loro leggi a campar la vita col lavoro, non d'accatto. Si dissero anche Bonshommes, perchè sappiamo già che boni homines si chiamavano i loro Perfetti. Finalmente si dissero talvolta Manichei ed Ariani per le simiglianze di dottrine tra cotesti eretici e i loro lontani progenitori. (Gieseler, loc. cit.).