Note 218 — LIBRO PRIMO DALL'ERESIA ALLO SCISMA
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Ecco il principio del capitolo in D'Argentré, I, 55: Supra dictum est sufficienter de haeresi Catharorum, nunc dicendum est de haeresi leonistarum, sive pauperum de Lugduno, qui sunt divisi in duas partes. È chiaro da quell'opposizione supra.... nunc, che l'eresia di Lione non si può confondere con nessuna delle frazioni catare di cui parla di sopra. Ed è giusto quel che dice il Cantù (Gli eretici, I, 79) che Raniero distingue affatto i Catari dai Valdesi. Ma in nessun luogo il buon frate parla di Valdesi, progenitori degli Albigesi. Nè sarebbe potuto cadere in questo errore egli, che a pag. 51 annovera le chiese albigesi tra le catare di Francia, Tholosana, Carcassensis, Albigensis, e a pag. 55 nota che tutte e tre queste chiese si attengono alla dottrina di Balasinanza. Del resto il Cantù sembra non abbia un chiaro concetto del rapporto tra Catari e Valdesi, che mentre a pag. 79 li distingue sulla testimonianza del Sacconi, a pag. 77 li confonde in uno. I suoi seguaci [di Pietro Valdo] si dissero poveri di Lione o Catari, cioè puri.