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L'eresia nel Medio Evo

Note 400 — LIBRO PRIMO DALL'ERESIA ALLO SCISMA (continued 2)

Reading edition

Landolfo, III, 30 (Pertz, 96) racconta che la salma di Arialdo fu seppellita in Arce Trevali in apotheca Sancti Ambrosii; ma poscia pel gran fetore ipsam apothecam aqua usque umbelicum coarctantes foetorem repleverunt. In seguito alle minacce di Erlembardo, corpus jamdiu truncatum mulieris (causa) fere emarcidum minimeque propter aquam in qua jacuerat foetens .... orribile nimis ac visu teterrimum, illis traditum est. Andrea al contrario (cap. 30, pag. 112) racconta che l'empia Jezabel, o la nipote di Guido valde fecit saxa ingentia circa ipsum innecti et in profundum laci demergi, e che in seguito un fedele di nome Algisio vide in riva al lago il corpo del santo sano e meravigliosamente candido praeter octo membra quae ei erant cum ferro amputata. Pare che sia più probabile il racconto di Andrea almeno nella prima parte, perchè entrambi i cronisti s'accordano nel dire che il cadavere fu seppellito in acqua, e Landolfo colla virtù dell'acqua spiega perchè non putisse. S'accordano poi entrambi i cronisti anche in questo, che i Patarini ripresero le spoglie del martire sulle rive del Ticino. Bonizone, pag. 649, dice soltanto: Herlembardus tam dierum castra propinquorum archiepiscopi obsedit, donec corpus venerabilis Arialdi ei reddiderunt. Quod Mediolani delatum in ecclesia Sancti Celsi summo cum honore humatum est.

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