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L'assedio di Firenze

Note 140 — CAPITOLO OTTAVO GIOVANNI BANDINO

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Vedi, in proposito di questo trattato, Varchi, lib. X. pag. 161. — Qui giova riportare in brevi detti quanto occorre a pag. 103 dei documenti intorno allo assedio di Firenze raccolti dall'Alberi. — Filiberto di Chalons principe di Orange, nel quale si spense la famiglia, avendone redati i diritti e i titoli la sorella maritata in casa Nassau, aveva partecipato alla congiura del Borbone, e con lui erasi salvato fuggendo a Carlo V. Morto a Roma il Borbone, egli fu capitano dello esercito di quello e vicerè di Napoli. Pare che i suoi disegni sopra Firenze non si accordassero con quelli del Papa, e non è mancato chi ha voluto vedere nei colpi che lo ammazzarono a Gavinana la mano dei sicarii di Clemente. Cosa certa è che, professandosi egli obbligato ai comandamenti di Cesare, protestava contro l'animo del pontefice in cotesto assedio, ed è fatale, come attesta il Busini, per confessione di Baccio Marucelli, che la madre sua, scrivendogli, lo supplicasse di levarsi da quella impresa come ingiusta e perchè vi capiterebbe male.

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