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L'assedio di Firenze

Note 174 — CAPITOLO DECIMOTERZO L'ASSALTO NOTTURNO

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Da tempi remotissimi fino ai dì nostri ci chiarisce la storia come gli uomini vendutisi agli stipendi d'un despota, ponendo giù la naturale indole, assumano quella di bestie: così tacendo la lugubre serie delle immanità recentemente commesse in Italia, giovi rammentare Carlo Zima di Brescia impeciato ed arso, come si costuma ai topi, dall'efferata soldatesca. Cotesto infelicissimo, comechè debole di forze, si avventò al collo di uno dei suoi carnefici e tanto il tenne avvinghiato con supremo sforzo che, nonostante gli argomenti per levarglielo di sotto, ebbe a morire nelle fiamme che aveva acceso pur egli. — Questo ricordi la gioventù italiana.

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